Sei le tappe: l’impresa ispirata alla cavalcata che i due grandi della musica italiana fecero nel 1970, da Milano a Roma. Il paroliere ospiterà il gruppo all’arrivo.
La Stampa segue la “ippo-traversata” con uno speciale multimediale

Dieci ragazzi autistici con i loro padri a cavallo per una settimana. Sarà l’ “ippo-traversata”, in sei tappe, che partirà dal Centro Militare d’Equitazione di Montelibretti e attraverserà i boschi dell’Alta Sabina, fino all’Umbria meridionale.

Il sette settembre la carovana festeggerà l’ arrivo all’Università della musica di Avigliano Umbro, dove l’intero gruppo sarà ospitato da Mogol.

Il nesso non è casuale, tutta la cavalcata è ispirata a una simile impresa, quella che lo stesso Mogol fece con Lucio Battisti nel 1970, partendo da Milano e cavalcando assieme fino a Roma.

Lo scopo della cavalcata sarà quello di richiamare attenzione sul problema dell’ autismo, soprattutto nei soggetti che hanno passato l’ adolescenza.

La cavalcata è stata pensata e organizzata da un gruppo di padri di ragazzi autistici che si sono associati sotto la sigla “L’emozione non ha voce”, di fronte all’ inadeguatezza di una risposta istituzionale ai problemi concreti delle famiglie con un soggetto autistico (400.000 in Italia), hanno deciso di organizzare giorno per giorno le attività che permettono ai loro figli un’ esistenza dignitosa e gratificante.

Nel gruppo dei cavalieri ci sarà anche Tommaso, figlio autistico quindicenne di Gianluca Nicoletti, autore di "Una notte ho sognato che parlavi" (Mondadori), che, nel ruolo di padre e giornalista, seguirà la traversata, facendone la cronaca quotidiana e raccontando, anche con foto e video, l’avventura dei dieci ragazzi che andranno a cavallo per ricordarci il loro diritto a essere felici.

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Sei le tappe: l’impresa ispirata alla cavalcata che i due grandi della musica italiana fecero nel 1970, da Milano a Roma. Il paroliere ospiterà il gruppo all’arrivo.
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Dieci ragazzi autistici con i loro padri a cavallo per una settimana. Sarà l’ “ippo-traversata”, in sei tappe, che partirà dal Centro Militare d’Equitazione di Montelibretti e attraverserà i boschi dell’Alta Sabina, fino all’Umbria meridionale.

Il sette settembre la carovana festeggerà l’ arrivo all’Università della musica di Avigliano Umbro, dove l’intero gruppo sarà ospitato da Mogol.

Il nesso non è casuale, tutta la cavalcata è ispirata a una simile impresa, quella che lo stesso Mogol fece con Lucio Battisti nel 1970, partendo da Milano e cavalcando assieme fino a Roma.

Lo scopo della cavalcata sarà quello di richiamare attenzione sul problema dell’ autismo, soprattutto nei soggetti che hanno passato l’ adolescenza.

La cavalcata è stata pensata e organizzata da un gruppo di padri di ragazzi autistici che si sono associati sotto la sigla “L’emozione non ha voce”, di fronte all’ inadeguatezza di una risposta istituzionale ai problemi concreti delle famiglie con un soggetto autistico (400.000 in Italia), hanno deciso di organizzare giorno per giorno le attività che permettono ai loro figli un’ esistenza dignitosa e gratificante.

Nel gruppo dei cavalieri ci sarà anche Tommaso, figlio autistico quindicenne di Gianluca Nicoletti, autore di "Una notte ho sognato che parlavi" (Mondadori), che, nel ruolo di padre e giornalista, seguirà la traversata, facendone la cronaca quotidiana e raccontando, anche con foto e video, l’avventura dei dieci ragazzi che andranno a cavallo per ricordarci il loro diritto a essere felici.

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