Tra i compiti del Comitato c'è quello di formulare pareri e indicare soluzioni anche ai fini della predisposizione di atti legislativi.
I pareri del Comitato offrono un approfondimento tematico e una riflessione sui problemi di natura etica e giuridica che emergono con il progredire delle conoscenze nel campo delle scienze della vita.
Il comitato esprime pareri anche su richiesta di organismi istituzionali o su questioni di attualità di particolare rilevanza etica e sociale.
 Questi pareri, solitamente più sintetici, assumono la forma di comunicati o dichiarazioni ufficiali.

Dal sito del Governo Italiano:

In data 1 agosto è stato pubblicato il documento DISABILITÀ MENTALE NELL’ETÀ EVOLUTIVA: Il CASO DELL’AUTISMO, approvato nella plenaria del 19 aprile.
Il documento coordinato dai Proff. Salvatore Amato, Adriano Bompiani e Marianna Gensabella, ha suscitato nell’ambito del Comitato un vivace dibattito.
Nell’ambito vasto e variegato delle disabilità mentali, si è scelto di focalizzare l’attenzione sui disturbi dello spettro autistico.
Diverse le ragioni di tale scelta.
Innanzitutto l’emergere di tale disabilità già in età evolutiva fa sì che l’adeguatezza o meno degli interventi abilitativi incida su tutta la vita della persona, agendo in positivo o in negativo sulle possibilità di sviluppo delle sue capacità: ciò enfatizza la responsabilità sociale verso interventi precoci, adeguati ed efficaci.
Inoltre l’autismo è caratterizzato da un’estrema complessità e da ancora gravi incertezze sulla sua origine e sulle possibilità di cura: entrambe rendono particolarmente interessante il caso dell’autismo sotto il profilo scientifico e, di riflesso, sotto il profilo bioetico e biogiuridico.
Il CNB in questo documento non si propone un approfondimento sistematico di tutti gli aspetti assistenziali: vuole, invece, richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un settore complesso della disabilità che richiede non solamente l’impegno dei pediatri di base o specialisti, ma anche la strutturazione di una fitta rete di collegamenti stabiliti dagli stessi con neuropsichiatri infantili, psicologi, psichiatri, varie figure professionali socio-sanitarie operanti sul territorio, educatori e operatori scolastici, nonché una forte collaborazione con neurobiologi per l’avanzamento della ricerca e da ultimo (ma certamente in primo piano) con le famiglie, le Associazioni che le rappresentano ed il volontariato.
Si è ritenuto opportuno, in conseguenza, dare al documento il seguente ordine di trattazione, che ne traccia anche i confini:
- richiamo ai dati più importanti, emersi dalla ormai più che ventennale ricerca sullo “spettro autistico”, della classificazione e della genesi del disturbo, attraverso l’analisi dei fattori chiamati in causa;
- analisi delle conseguenze apportate dal disturbo cerebrale sulle funzioni affettive, su quelle cognitive ed esecutive;
- richiamo ai diritti del soggetto autistico, alla luce dei diritti fondamentali dell’uomo e dei “diritti positivi”, valutati sotto il profilo prevalentemente bioetico;
- analisi dei problemi abilitativi ed educativi, come appaiono oggi anche nel quadro nazionale, oltre che internazionale-europeo;
- risultati delle audizioni con esperti, nuclei familiari e associazioni svolte dal CNB; - conclusioni e raccomandazioni.

Tra i compiti del Comitato c'è quello di formulare pareri e indicare soluzioni anche ai fini della predisposizione di atti legislativi.
I pareri del Comitato offrono un approfondimento tematico e una riflessione sui problemi di natura etica e giuridica che emergono con il progredire delle conoscenze nel campo delle scienze della vita.
Il comitato esprime pareri anche su richiesta di organismi istituzionali o su questioni di attualità di particolare rilevanza etica e sociale.
 Questi pareri, solitamente più sintetici, assumono la forma di comunicati o dichiarazioni ufficiali.

Dal sito del Governo Italiano:

In data 1 agosto è stato pubblicato il documento DISABILITÀ MENTALE NELL’ETÀ EVOLUTIVA: Il CASO DELL’AUTISMO, approvato nella plenaria del 19 aprile.
Il documento coordinato dai Proff. Salvatore Amato, Adriano Bompiani e Marianna Gensabella, ha suscitato nell’ambito del Comitato un vivace dibattito.
Nell’ambito vasto e variegato delle disabilità mentali, si è scelto di focalizzare l’attenzione sui disturbi dello spettro autistico.
Diverse le ragioni di tale scelta.
Innanzitutto l’emergere di tale disabilità già in età evolutiva fa sì che l’adeguatezza o meno degli interventi abilitativi incida su tutta la vita della persona, agendo in positivo o in negativo sulle possibilità di sviluppo delle sue capacità: ciò enfatizza la responsabilità sociale verso interventi precoci, adeguati ed efficaci.
Inoltre l’autismo è caratterizzato da un’estrema complessità e da ancora gravi incertezze sulla sua origine e sulle possibilità di cura: entrambe rendono particolarmente interessante il caso dell’autismo sotto il profilo scientifico e, di riflesso, sotto il profilo bioetico e biogiuridico.
Il CNB in questo documento non si propone un approfondimento sistematico di tutti gli aspetti assistenziali: vuole, invece, richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un settore complesso della disabilità che richiede non solamente l’impegno dei pediatri di base o specialisti, ma anche la strutturazione di una fitta rete di collegamenti stabiliti dagli stessi con neuropsichiatri infantili, psicologi, psichiatri, varie figure professionali socio-sanitarie operanti sul territorio, educatori e operatori scolastici, nonché una forte collaborazione con neurobiologi per l’avanzamento della ricerca e da ultimo (ma certamente in primo piano) con le famiglie, le Associazioni che le rappresentano ed il volontariato.
Si è ritenuto opportuno, in conseguenza, dare al documento il seguente ordine di trattazione, che ne traccia anche i confini:
- richiamo ai dati più importanti, emersi dalla ormai più che ventennale ricerca sullo “spettro autistico”, della classificazione e della genesi del disturbo, attraverso l’analisi dei fattori chiamati in causa;
- analisi delle conseguenze apportate dal disturbo cerebrale sulle funzioni affettive, su quelle cognitive ed esecutive;
- richiamo ai diritti del soggetto autistico, alla luce dei diritti fondamentali dell’uomo e dei “diritti positivi”, valutati sotto il profilo prevalentemente bioetico;
- analisi dei problemi abilitativi ed educativi, come appaiono oggi anche nel quadro nazionale, oltre che internazionale-europeo;
- risultati delle audizioni con esperti, nuclei familiari e associazioni svolte dal CNB; - conclusioni e raccomandazioni.