AUTISMO: UNA CONDIZIONE COMPLESSA
Ottant’anni fa Leo Kanner pubblicava la prima definizione di autismo attraverso la dettagliata descrizione dei comportamenti di 11 bambini. Nel tempo, differenti sistemi diagnostici e vari approcci di intervento sono stati proposti e messi alla prova, spesso con fratture tra scuole di pensiero contrapposte. Superata – con fatica - la teoria che addossava la responsabilità ai genitori, un altro scoglio difficile da superare è stata la contrapposizione tra la prospettiva psicoeducativa e la prospettiva biologica. La ricerca in campo neuroscientifico ha descritto le numerose facce che compongono questa complessa condizione: ora è il momento di unire le facce in un modello integrato, per il benessere biopsicosociale delle tante – sempre più numerose – persone autistiche.
Attualmente l’autismo è descritto con il termine-ombrello di “disturbi dello spettro autistico”, condizioni con ampia variabilità di presentazione, accomunate dalla presenza di “sintomi core” riguardanti la comunicazione, l’interazione sociale, l’insolita ripetitività di alcuni comportamenti, l’insistenza su particolari interessi, le peculiarità del profilo sensoriale. La frequente associazione dei sintomi core con altre condizioni neuropsichiatriche e con numerosi disturbi organici rende ragione di bisogni di salute assai complessi, che coinvolgono numerose professionalità, la cui efficacia sarà massima se posta all’interno di un modello interdisciplinare ben orchestrato.
Un corpo sotto il comportamento
Le persone nello spettro autistico presentano disturbi organici con frequenza e gravità maggiore rispetto alla popolazione generale. La letteratura scientifica evidenzia che infiammazione, stress ossidativo, deficit energetici e squilibri del microbiota (disbiosi) sono più frequenti tra le persone autistiche. Dal momento che questi squilibri possono minare profondamente lo stato di salute, segni e sintomi suggestivi per queste alterazioni dovrebbero essere accuratamente valutati a partire dal momento della diagnosi di autismo e monitorati per tutto l’arco di vita. Le peculiarità sensoriali, la diversa consapevolezza degli stimoli provenienti dall’interno del proprio corpo, le diverse modalità di comunicazione possono modificare notevolmente la semeiotica medica, cioè le manifestazioni dei sintomi, soprattutto nelle persone non verbali. Pertanto, occorre escludere che il disturbo comportamentale, soprattutto in caso di brusco peggioramento, sia conseguente a disturbi organici misconosciuti. Oltre a visite mediche accurate per la diagnosi e la cura di malattie acute, è importante valutare la presenza di malattie intestinali croniche, allergia, epilessia, sindrome metabolica, quadri clinici strettamente correlati agli squilibri biologici citati sopra.
Dott.ssa Cristina Panisi, medico pediatra, Ph.D in psicologia, neuroscienze e statistica medica.
Nel documento allegato verranno man mano riportati gli studi, gli articoli, le interviste ed i video che reputiamo essere fondamentali per una migliore comprensione e conoscenza dell'autismo ed il continuo aggiornamento sui diversi temi.
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